martedì 27 dicembre 2011

Lo spread è l'unica cosa che si alza in questa nazione


Una parolina, sei lettere: spread. E il futuro diventa un grande orizzonte polveroso per tutti gli italiani. Lo spread è  l'ampiezza, il divario, il differenziale. Per gli italiani è il premio richiesto dagli investitori per acquistare Btp a dieci anni invece degli omologhi tedeschi: gli indistruttibili Bund. In poche parole è la misura del rischio d’insolvenza del nostro Paese. 
Il segno tangibile dell'incedere della crisi: 200 punti a fine giugno, 300 a inizio luglio, 400 ad agosto, 575 ai primi di novembre. L’atteso “effetto Monti” si è polverizzato subito. Il peso della crisi europea e la carenza di risposte tanto da parte della Bce, quanto da i leader europei, continuano a condizionare negativamente la fiducia del mercato. 
Nel 2006 tra l'Italia e la Germania c'erano 24 punti. Impossibile, ormai, tornarci.

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